Ian Curtis Tribute @ Closer club

Tribute night in occasione dell’anniversario della morte di Ian Curtis: dalle 22 alcune delle band rappresentative della scena dark romana lo omaggeranno con un Concerto Tributo (scorrete in basso per i dettagli)
Clockwork Pictures sarà presente con una parte espositiva e uno shop corner.

iancurtisxfoffy1

18-05-2011
The MUSIC of JOY DIVISION

lL 18 maggio del 1980, il cantante e autore dei testi dei Joy Division, Ian Curtis, una delle personalita' artistiche piu' sofferte e introverse del panorama musicale ,nel momento di maggior successo della band si toglie la vita all’età di ventitre anni.
Il 18 maggio 2011 al Closer club di Roma alcune delle band rappresentative della scena dark romana lo omaggeranno con un Concerto Tributo .

Bill:
-Naked masks
-Exercise One
-Fm
-Date at Midnight
-Winter Severity Index
-No Fun
-Echoes of Silence
-Christabel Dreams
-blackmondays

Selezioni Musicali a cura di: Dj Severance & Dj Demon

Expo by Fabio Meschini

Open 21.30 - Start h.22.00
Ingresso 2 euro

Location
CLOSER club
Via Vacuna 98 Roma
Zona Metro Tiburtina

Live-DjSet-Video Rarities dedicato a Ian Curtis

IAN CURTIS-La Storia di un non mito.

Nelle prime ore del 18 maggio 1980, 31 anni fa, si toglieva la vita impiccandosi Ian Curtis, cantante e punto focale dei Joy Division. Gruppo che allora - soprattutto dopo il dramma che ne interruppe bruscamente l'attività - finì per incarnare la deriva dark della scena musicale cresciuta col punk. "Il punk diceva solo 'vaffanculo', qualcuno doveva usarlo per raccontare che siamo perduti, e questo fecero i Joy Division", spiegava tempo fa Tony Wilson, fondatore della Factory Records che aveva immortalato su disco le musiche del quartetto. Due album in tutto, trascurando gli strascichi postumi: Unknown Pleasures, abbacinante nella sua cupa e fiera bellezza, e Closer, edito un paio di mesi dopo la tragedia.
Quando uscì, Closer scalzò addirittura Emotional Rescue dei Rolling Stones dai vertici della hit parade britannica. Traguardo che - nella sezione 45 giri - era stato raggiunto già in giugno da Love Will Tear Us Apart, letteralmente "l'amore ci strazierà": epitaffio in forma di canzone. Quasi una confessione a cuore aperto, riflesso in musica dei tormenti personali di Curtis.
Non ancora 24enne, aveva vissuto intensamente la sua esistenza, a dispetto dei traumi fisici - cure incluse - che comportava la sua condizione di epilettico. Il modo meccanico e scomposto di danzare che aveva quando stava sul palco, sensibile più di altri all'intermittenza di riflettori e stroboscopi, era conseguenza indiretta del male che lo affliggeva. E fu proprio quella prerogativa, insieme al tono di voce cavernoso, a definirne l'immagine pubblica.
Un'identità che gli crebbe addosso persino al di là dell'attitudine e delle intenzioni: in fondo era un "lad" come tanti, bevitore di birra e matto per il calcio. A far rotolare la sua vita lungo il piano inclinato di un destino nefasto fu un insieme di fattori concomitanti: la malattia, le pressioni psicologiche dovute al successo crescente dei Joy Division (che tre giorni dopo la sua morte sarebbero dovuti partire per il loro primo tour americano) e il dolore causato dall'incrinarsi del suo matrimonio. Da pochi giorni la moglie Deborah lo aveva lasciato, portando con sé la figlia Natalie.
Quella fu probabilmente la goccia che fece traboccare il vaso. La notte del 17, nella sua casa a Macclesfield, sobborgo proletario di Manchester, Ian Curtis vide in televisione La ballata di Stroszek di Werner Herzog e qualche ora dopo emulò la sorte del protagonista del film, suicidandosi. Abbandonando la vita reale ascese al rango di mito, mentre il resto della band mutava nome e fisionomia, trasformandosi in New Order. Gruppo che in seguito, a suon di Blue Monday, simboleggiò l'osmosi fra rock e dance celebrata sulla pista dell'Haçienda, la discoteca da loro stessi fondata insieme a Wilson, luogo in cui avvenne il trapasso da Manchester a Madchester.
E in città venne poi il tempo degli Smiths, degli Stone Roses e degli Oasis, che la resero capitale morale del rock britannico. Ma nonostante tutto la memoria di Ian Curtis non è andata perduta. La sua storia rivivrà presto sul grande schermo per mano del fotografo e regista Anton Corbjin. L'autore dei più celebri scatti degli U2 ha cominciato a lavorare su Control, film basato sulla biografia Touching From A Distance (Così vicino così lontano nell'edizione italiana) scritta anni fa da Deborah Curtis.
all pictures © 1996-2015 Fabio Meschini - all rights reserved